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Il kite cambia le forme e le misure in base alle specifiche tecniche che variano in funzione della specialità in cui si deve utilizzare (freestyle, big air, wave, freeride, foiling…) e delle preferenze del kiter.
Le ali hanno varie misure variabili per quanto riguarda la superficie: generalmente dai 3 fino a 18 metri quadrati. Di base: più il vento è intenso e più il kite è piccolo.
Quando si parla di superficie è necessario sapere se è indicata quella reale, che equivale all’area dell’ala sgonfia appoggiata a terra, o quella proiettata, che è, in pratica, l’ombra che proietta un kite parallelo a terra quando il sole è perpendicolare.
Talvolta in un kite si indica anche l’aspect ratio (AR), ovvero il rapporto di finezza (apertura alare2/superficie): quanto è allungato in funzione della superficie.
I kite con AR alto sono lunghi e stretti: molto veloci, meno stabili e non facili da rilanciare dall’acqua; se l’AR è basso sono larghi e corti, più facili e sicuri da usare e soprattutto ripartono molto prima dall’acqua.
Quale vela usare in funzione del vento
Qui più che le regole vige il buonsenso. In base all’esperienza di chi naviga da più tempo si può dire che:
- 10/13 nodi vento leggero, per principianti e per l’apprendimento di questo sport;
- 14/20 nodi vento medio utile per migliorare ogni livello;
- 21/30 nodi vento forte adatto a rider esperti.
- Oltre i 30 nodi vento molto forte con aumento della pericolosità e degli infortuni gravi.

NOTA: il rider esperto non è MAI un rider né incosciente né più bravo, ma solo quello che usa la testa conoscendo profondamente le sue capacità e i suoi limiti. Ha una perfetta conoscenza di questo sport e sopratutto di cosa sono in grado di fare mare e vento.
NB: Tabella di riferimento ideale per un kiter già pratico, con una tavola twin tip di dimensioni medio grandi e con un kite bow o delta kite.
Le variabili in gioco sono molte. Al lago la galleggiabilità è minore che al mare quindi serve una vela (o una tavola) più grande.
Un neofita dovrebbe usare una vela di una taglia inferiore, così come una taglia inferiore a quanto indicato può essere usata con una tavola più voluminosa, come per esempio un surfino.
Anche lo stato del mare influisce sulle dimensioni dell’ala.
Consiglio: talvolta invece che ridurre la vela può essere sufficiente usare una seconda barra con linee più corte (per esempio una con linee da 18 metri invece che da 24).
In questo modo la finestra di volo (la spiegheremo in una prossima puntata) è più piccola, la vela “tira” meno ed è più agevole il controllo, anche se ha una reattività maggiore.
Le vele sul mercato e le loro caratteristiche
Argomento delicato con tanti luoghi comuni e poca conoscenza sugli aspetti tecnici.
Partiamo da una regola di base: qualsiasi kite di qualsiasi marca vola e crea trazione, quindi tutti possono essere acquistati per iniziare a praticare questo sport.
Certo, ci sono produttori che più di altri hanno sviluppato profili e realizzato ali di qualità superiore in termini di efficienza e durata, ma il kite da solo non farà mai la differenza nelle tue prestazioni: a riuscirci è solo la tua conoscenza nella materia specifica e il tuo allenamento.
I veri campioni di qualsiasi sport non vincono solo con una maglia o una marca, ma continuano a vincere nel tempo con qualsiasi attrezzatura che gli viene messa a disposizione.
In molti casi le attrezzature migliorano le loro caratteristiche grazie alla conoscenza e alla bravura dell’atleta.
Se devi investire dei soldi, l’unico modo per avere dei risultati concreti è la ricerca di una scuola con istruttori capaci che ti dimostrino con i fatti (il numero di corsi di iniziazione tenuti e quanti kiter ancora gravitano intorno a quella struttura, per esempio) quali progressi puoi raggiungere, dove sono i tuoi limiti e come superarli.
C-KITE
Hanno la leading edge molto curva, i tip rettilinei e ad angolo retto con la leading edge e ha il bordo di uscita convesso (se si u

C kite
niscono con una linea immaginaria i due tip il tessuto è esterno alla linea che li congiunge).
Questo è stato il primo kite a segnare la storia moderna di questo sport, nel 2001.
La prima vela a 4 linee (prima ne avevano solo due ed erano cassonati, ovvero la forma era data dal vento che gonfiava delle camere d’aria cucite nella vela, vedi dopo).
Intorno al 2005 si trasformò in 5 linee aumentando la sua stabilità, la sua sicurezza e la facilità di rilancio dall’acqua.
È indicato per il freestyle, non ha un grande range di vento a causa della poca proiezione della superficie.
Tali caratteristiche richiedono la perfetta conoscenza della sua gestione e rilanciarlo dall’acqua con poco vento non è affatto semplice, in compenso è il più facile da far ripartire conoscendo molto bene l’uso della 5a linea.
BOW KITE

Bow kite
È arrivato dopo il 2005 portando diverse novità. Innanzi tutto ha un profilo molto aperto, più piatto, più ampia superficie proiettata.
Necessita delle briglie, linee che che collegano alcuni punti della leading edge con le front line per poter aumentare la stabilità in volo tenendo fermo il profilo alare. Per tale motivo sono detti anche kite S.L.E. Supported Leading Edge o Leading Edge Supportata
Il bordo d’uscita è concavo (se si uniscono i due tip il tessuto è interno alla linea che li congiunge).
Fondamentale della tipologia: ha le front collegate alle back tramite una carrucola. Ha un total depower che serve per scaricare quasi totalmente la pressione del kite. I tip sono più appuntiti e avviati verso la trailing edge.
Meno diretto sulla barra, quindi più morbido, e decisamente più facile nel rilancio dall’acqua rispetto a un c-kite, è quindi più sicuro. Proprio per queste sue caratteristiche il bow-kite ha una leading edge con un angolo di attacco più alto e di conseguenza un maggiore range di utilizzo. Adatto a ogni tipo di rider.
DELTA KITE
Nasce nel 2007. Unisce i pregi del c-kite e quelli del bow kite, aprendo una nuova era del kitesurfing.
Ha i tip come il bow, raccordati e appuntiti. Anche questo è un S.L.E, ma con briglie un po’ più corte, più aperto del c-kite, ma con una forma meno angolata di un bow kite.
Può essere più o meno reattivo sulla barra in funzione della presenza o meno di carrucole sulle linee. Anche lui ha un total depower, è facile rilanciarlo dall’acqua e ha un ottimo range di utilizzo. Quest’ala è adatta un po’ a tutti i kiter, dai principianti in poi.

Delta kite
Da menzionare sono i più recenti OPEN-C (anche loro possono essere S.L.E.) per cercare da parte dei costruttori di trovare sempre un qualcosa di nuovo unendo le diverse caratteristiche dei kite già presenti sul mercato. Per capirsi sono C kite cui è stata “tolta” la parte più bassa dei tip.
In ogni caso molti sono i kite detti ibridi che uniscono diverse caratteristiche delle varie tipologie.
KITE CASSONATI O FOIL
Esistono infine anche i kite cassonati detti anche foil che non hanno dei profili pneumatici, ma sono tenuti in forma esclusivamente dal vento che gonfia delle camere d’aria aperte.

Kite foil cassonato
Sono usati soprattutto nel foiling (vedi in seguito) e nello snowkite. In genere hanno profili ad alta efficienza (alto A/R), il vantaggio di essere più potenti e di fornire maggiore controllo e maggiore efficienza. Quando cadono in acqua sono molto difficili da rilanciare. Da una parte ciò aumenta la sicurezza: kite sgonfio non tira, ma dall’altra la annulla perché non puoi più usarlo per navigare.
Svantaggi: non lo ritiri fuori dall’acqua se non fai veloce, costo più alto per via di una diversa e più complessa lavorazione ed è più delicato nei tessuti. Hanno superfici fino a oltre i 21 metri quadrati.





