Prima di raccontarti quali sono e come si chiamano le parti che compongono un kite una doverosa premessa.
Per praticare il kitesurf partendo da zero o con minima esperienza è bene ricorrere all’insegnamento professionistico per farti entrare in acqua con sicurezza.
Uno dei motivi è che si può iniziare solo quando il vento raggiunge un’intensità minima di circa 10 nodi.
E il kite è uno strumento molto potente, fantastico per divertirsi, docile, ma solo se lo sai controllare, altrimenti è lui che comanda: e non va bene. Sei tu che devi avere il controllo, come spieghiamo sempre ai nostri allievi in PKS.
Quindi questa guida alle informazioni base per il kitesurf è un ripasso delle indicazioni che ti arrivano dalla scuola o come una preparazione prima di scegliere chi ti insegnerà ad affrontare questa disciplina.
Per praticare il kitesurf ti occorrono: un aquilone (letteralmente il kite), una barra, un trapezio, un salvagente, un casco e una tavola.
In questa prima puntata vedremo in dettaglio il kite e la barra.
I kite più diffusi e quelli usati per iniziare sono i cosiddetti gonfiabili o pneumatici. Il loro nome tecnico è LEI (Leading Edge Inflatable), ma in gergo li chiamiamo “pump” e così sono in genere conosciuti. Hanno, appunto, un profilo gonfiabile articolato in più parti che dà la forma all’ala.

Le parti del kite
Sono questi che tratteremo qui, limitandoci a citare, come esistenti, anche i kite cassonati, riservati a kiter più evoluti. Detti anche “foil”, mantengono la forma solo quando il vento li gonfia.
Vediamo le parti che compongono un kite.
Come si chiamano le parti del kite
Leading edge o bordo d’attacco: la parte gonfiabile anteriore del kite (punto d’entrata del vento).
Struts o bladders: anche loro gonfiabili, sono perpendicolari alla leading edge e conferiscono la struttura al kite.
Trailing edge o balumina: bordo d’uscita del kite.
La faccia superiore della vela è detta estradosso o upper skin. È detta anche dorso o superficie superiore.
La faccia inferiore, quella rivolta verso il kiter, è detta intradosso o lower skin. Puoi sentirla chiamare anche: ventre o superficie inferiore.
Nota: se hai confidenza con i termini sopravento e sottovento sappi che l’estradosso è in genere sottovento, mentre l’intradosso è in genere sopravento.
Se sopra sottovento ti mandano in confusione, nessun problema, li vedi in un contenuto dedicato.

Valvola di gonfiaggio e sgonfiaggio (inflate/deflate): è posta di solito centralmente sulla leading edge e permette di gonfiare tutto il kite compresi gli struts grazie al sistema one-pump. Nei kite piú vecchi si possono trovare due valvole una per il gonfiaggio e una per lo sgonfiaggio.

Valvola di gonfiaggio kitesurf
Poliestere (dacron), nylon ripstop, kevlar, velcro e neoprene sono i tessuti con i quali sono costruiti e rinforzati i kite.
Briglie o bridle (non tutti i kite le hanno): sono cavi che uniscono alcuni punti della leading edge con le front line e in alcuni modelli anche con le back line (vedi). Servono per dare stabilità al profilo.
Punti d’attacco: posti sempre sulla leading edge da dove partono le briglie, se ci sono, e sul pitail, dove andranno ad attaccarsi le linee della barra.
Le linee sono di due tipi (vedi oltre nella barra): frontline (front) sono attaccate nella parte frontale del kite sulla leading edge, mentre le backline (back) sono attaccate nella parte finale della leading edge vicino al bordo d’uscita.
In alcuni kite, al centro della leading edge, potrebbe esserci l’attacco per la quinta linea (vedi oltre).
Attacco per il leash della pompa: si usa in fase di gonfiaggio per tenere il kite vicino alla pompa e per essere sicuri che il vento non ce lo porti via.
Possono essere presenti anche delle maniglie all’interno del kite per facilitare determinate operazioni d’emergenza (self rescue).
La barra
La barra serve per gestire il kite e per poterlo muovere nella finestra del vento.

Terminologia della barra del kitesurf
È composta da: quattro o cinque linee (l’eventuale quinta è centrale) in Dyneema o Spectra, due polietileni ad alta densità HDPE di circa 1,5 mm di diametro, che andranno agganciate al kite tramite un nodo specifico chiamato bocca di lupo.
Quando non in uso, la barra si “rifà” arrotolando le linee intorno alla sua lunghezza creando un 8.
Due sono le backline e due o tre le frontline. Le back sono attaccate alle due estremità della barra, le front sono attaccate al chicken loop.
Trim: regola lo scarico del flusso d’aria che investe il kite quando è in volo: mollandolo si allungano le frontline aumentando l’angolo di incidenza del leading edge; cazzando si accorciano le front line diminuendo l’angolo di attacco.
Linea centrale: detta anche liquirizia, è la cima su cui scorre la barra che modifica l’angolo di incidenza del kite agendo sulle backline.
Chicken loop: è quella parte di barra che vincola il kiter al kite tramite il gancio del trapezio.
Finger: il “dito” che blocca il chicken loop sul gancio del trapezio.
Quick release del chicken loop: toglie il vincolo tra kiter e vela.
Anello di sicurezza: si trova al centro del chicken loop e collega il leash alla linea di sicurezza.
Linea di sicurezza: una volta attivato il quick release del chicken loop il kite rimarrá collegato al kiter solo con la linea di sicurezza, che può essere una front o la quinta linea.
Leash: laccio di sicurezza tra kiter e vela con un suo sistema di sgancio rapido ulteriore e definitivo. Il leash dev’essere sempre connesso nella parte anteriore del trapezio.
Quick release e leash fanno parte della sicurezza (leggerai oltre più in dettaglio).
In alcuni kite (detti C-Type, li vedremo in un prossimo blog) ci può essere anche una quinta linea che va ad agganciarsi al centro della leading edge e corre insieme alle front.
La sua funzione principale è per un rilancio più facile del kite dall’acqua. Molto spesso nei kite vecchi di Tipo C è anche la linea di sicurezza.
Ha uno scopo anche di sostegno strutturale perché aiuta la leading edge a mantenersi in una forma aerodinamicamente più efficiente limitando l’effetto “medusa” (una variazione ritmica del profilo che si apre e si chiude, simile a una medusa che si muove in acqua) e di rendere la barra più “dura”, con più “pressione”.
La barra ha una destra e una sinistra perché è importante capire se la afferrate in modo corretto rispetto a come è attaccata alle linee.
Il lato sinistro è indicato da elementi in colore (in origine era sempre il rosso, ora può variare , ma è sempre acceso e riconoscibile) e le linee che partono da qua andranno attaccate all’estremità sinistra del kite. L’estremità destra della barra è lasciata bianca
Il lato destro può essere indicato da qualsiasi altro colore.
In ogni caso ricordate e stampatevelo in mente: rosso è sinistra ed è da quella parte che deve stare!.
Trapezio: è l’imbracatura “a fascia” che sta intorno al giro vita o “a mutanda”, con due fasce che si legano attorno alle cosce, e che resta altezza dei fianchi: trasmette la potenza del kite al rider e quindi alla tavola tramite le gambe.
Le sicure
Sono tre: mani (non toccare la barra e lasciarla andare a fine corsa), chicken loop quick release, leash quick release.
Vediamole una per una.
1) Le mani sulla barra vanno messe solo quando si è certi di avere il controllo del kite.
In fase di lancio (fino a quando il kite non è posizionato perfettamente sul bordo finestra) non bisogna MAI toccare la barra se non per mettere in chiaro le linee (quando sono già in tensione) se non si è già girata da sola.
Camminando verso il vento per posizionare il kite non si devono avere le mani sulla barra.
2) Il chicken loop quick release neutralizza il tiro della vela aprendo tre linee su quattro.
Si usa quando, a terra o in mare, vi trovate in qualsiasi condizione di pericolo e di incapacità di controllo dell’ala.
Il kite rimane comunque attaccato al kiter attraverso la linea di sicurezza, mettendosi a bandiera (nel caso di quinta linea, il kite sventa “a barchetta”)
3) Il quick release del leash della vela è l’estrema soluzione. Agendo su questo sistema ci si stacca totalmente dalla vela, che se ne va sottovento per i fatti suoi.
Si usa in casi di assoluto pericolo perché, una volta rimasti senza kite in mezzo al mare, sarete molto difficili da individuare e in balia di vento e correnti.
Così come è pericoloso sganciare completamente il quick release del leash a terra perché il kite con linee e barra attaccate puo’ colpire altre persone.
È davvero l’ultima opzione in casi di estremo pericolo.





